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IL CENTRO TRAPIANTO DI BARI


L'attività del Centro Trapianti di Bari negli ultimi dieci anni è andata progressivamente aumentando (Figura2) grazie anche al graduale, sia pur lento, e costante incremento delle donazioni di organi.(Figura3)

Il numero totale di trapianti eseguiti al 12/03/2007 è di 761, di cui 637 da donatore cadavere e 124 da donatore vivente. Inoltre sono stati eseguiti 27 trapianti doppi e 23 trapianti pediatrici, di cui 14 da donatore cadavere e 9 da donatore vivente.


Informazioni sulla lista d'attesa
Il numero dei pazienti iscritti nella lista d'attesa per il trapianto del renale nella regione Puglia al 12/03/2007 è di 675. Di questi 610 (90%) provengono dai centri dialisi pugliesi e 65 (10%) da centri situati in altre regioni (Figura4). Il numero dei pazienti iscritti in lista negli ultimi sette anni è rappresentato in Figura 5.

L'età media dei pazienti iscritti in lista d'attesa è di 48 anni. In Figura 6 è mostrata la distribuzione dei pazienti in lista per classi d'età. Il tempo medio di attesa per un trapianto renale è di 45 mesi ed è illustrato in Figura 7. In Figura 8 sono rappresentate le principali cause di uscita dalla lista dei pazienti negli ultimi sette anni.

IL TRAPIANTO DA DONATORE CADAVERE
Dal donatore cadavere si prelevano tutti e due i reni con i loro vasi (arterie e vene), i due reni sono poi separati al di fuori dell'organismo per non danneggiare i vasi sanguigni che irrorano l'uretere. Dopo essere stati isolati, i reni vengono raffreddati mediante perfusione con liquidi freddi che consentono di conservare gli organi in buone condizioni fino a 24 ore o piu': il tempo sufficiente per trasferire il rene al centro di trapianto, soprattutto nel caso in cui qust'ultimo non sia nella stessa città del centro di prelievo. Durante questo periodo vengono eseguiti test su campioni di sangue e cellule prelevate dal donatore per stabilire la compatibilità tra l'organo del potenziale donatore ed il ricevente. L'intervento di trapianto di rene si fa in anestesia generale e dura circa due ore. Il rene nuovo viene posto nella parte bassa dell'addome (fossa iliaca destra o sinistra). Arterie e vene del paziente vengono collegate a quelle del rene donato, il cui uretere viene collegato alla vescica del paziente. I reni propri vengono lasciati nella loro sede anche se non funzionano più. Solo in casi particolari può essere necessario rimuovere i vecchi reni prima del trapianto. Nel 10-30% dei casi il nuovo rene non inizia a funzionare subito, la causa principale è legata ad una sofferenza o ad un processo di degenerazione (necrosi) dei tubuli renali. Questo processo è reversibile ed i tubuli nel giro di 15-30 giorni si rigenerano così che il rene torna a funzionare normalmente. Nel frattempo si prosegue a fare la dialisi: emodialisi o dialisi peritoneale. Quando il rene inizia a produrre urina o nei giorni immediatamente successivi si interrompe la dialisi.

L'intervento di trapianto di rene oggi, se affidato in mani esperte, è un intervento che non presenta particolari rischi.

La sopravvivenza dei pazienti sottoposti a trapianto presso il centro di Bari (Figura6) e degli organi trapiantati (Figura7) sono assolutamente sovrapponibili alla media nazionale.

TRAPIANTO DI RENE DA DONATORE VIVENTE
L'attività di trapianto da donatore vivente in italia è regolata dalla legge 26 Giugno 1967 n° 458: in deroga all'articolo 5 del codice civile è consentita la donazione ai famigliari consanguinei. Solo e soltanto nel caso in cui il candidato ricevente non abbia congiunti consanguineui disponibili o idonei al trapianto è consentita la donazione di soggetti non consanguinei, parenti e non.

Questo coordinamento, considerando i delicati risvolti di questo tipo di trapianto e del rischio di scandali veri o presunti, in accordo con la posizione espressa dal comitato dei ministri della sanità del Consiglio d'Europa, ha deliberato che il trapianto da vivente sia limitato ai consanguinei stretti (genitori, figli, fratelli)e, in mancanza di questi tra i non consanguinei, ma solo ai coniugi legati da almeno 3 anni di rapporto stabile, in accordo con le raccomandazioni espresse nel 1999 dal Comitato Nazionale di Bioetica:
  • La scelta del trapianto da vivente deve essere libera e spontanea, non condizionata in alcun modo;
  • Il trapianto da vivente è proponibile solo dopo un congruo periodo di attesa di un rene da donatore cadavere;
  • Se durante la fase di valutazione per il trapianto da vivente si rende disponibile un rene da donatore cadavere compatibile, deve essere lasciata al paziente la scelta di quale organo desideri ricevere,
  • Il donatore ed il ricevente devono essere a conoscenza dei limiti della terapia del trapianto del rene tra vivente e devono ricevere tutte le informazioni circa l'intervento e gli eventuali rischi che comportano la donazione ed il trapianto;
  • Deve essere effettuata una valutazione da parte di uno specialista psichiatra riguardo alle motivazioni della donazione;
  • Deve essere istituito un registro che valuti gli effetti nel breve, medio e lungo termine della donazione.
I criteri di idonietà per la procedura del trapianto da donatore vivente sono gli stessi validi per il trapianto di rene da cadavere. Una volta verificata la disponibilità al trapianto da vivente, il medico del Centro Dialisi controlla la compatibilità di gruppo sanguigno ABO donatore/ricevente e fissa un appuntamento con il Centro Trapianti per la valutazione di idoneità nefrochirurgica del ricevente; l'idoneità del donatore viene accertata in fasi successive, integrata dalla valutazione di compatibilità con il ricevente.

Per la valutazione immunologica, il medico del Centro Trapianti prenderà appuntamento per un prelievo di sangue presso il laboratorio di Tipizzazione Tessutale: U.O. Patologia Clinica II (dott. Biagio Favoino) a cui devono sottoporsi oltre al ricevente e potenziale donatore, anche l'intero nucleo familiare. Il prelievo è di circa 35 ml di sangue venoso. La risposta riguardo alla compatibilità HLA fra ricevente e soggetto donatore ed il risultato del cross-match vengono inviati al responsabile del Centro di Trapianto ed al nefrologo curante entro 15 giorni lavorativi dal prelievo. Un secondo cross-match è previsto una settimana prima del trapianto.

L'attività di trapianto da donatore vivente c/o il Centro Trapianti del Policlinico di Bari si è progressivamente ridotta per l'incremento dei trapianti da donatore cadavere ed è rimasta praticamente invariata negli ultimi 5 anni(Figura4).

I risultati del trapianto da donatore vivente non sono significativamente diversi da quelli del trapianto da donatore cadavere, sia in termini di sopravvivenza del paziente (Figura8) che del rene trapiantato (Figura9).

DOPPIO TRAPIANTO DI RENE
Dal gennaio 2000 ha avuto inizio il programma di trapianto di rene doppio, che prevede la possibilità che in un ricevente vengano trapiantati entrambi i reni di un donatore di età superiore a 55 anni o che presenti una condizione che possa alterare la funzione renale (quali ipertensione, diabete, proteinuria) anche di età inferiore. Il programma prevede che di tali donatori venga eseguita una biopsia renale al momento del prelievo dell'organo, sulla base della quale decidere se procedere al trapianto di rene singolo, di doppio o scartare i reni se non idonei, così da garantire un buon risultato del trapianto. Nel caso l'esame istologico eseguito pre-trapianto indichi l'esecuzione di un trapianto doppio questo sarà eseguito in pazienti di età superiore ai 45 anni, inseriti in una apposita lista d'attesa e che abbiano firmato uno specifico consenso informato per questo tipo di intervento. I pazienti iscritti in questa lista vengono comunque selezionati anche per tutti gli altri donatori.

I risultati di questo tipo di trapianto sono incoraggianti e non dissimili da quelli del trapianto singolo da donatore cadavere e/o vivente sia in termini di sopravvivenza del paziente (Figura10) che reni trapiantati (Figura11) anche se va riconosciuto il pur breve periodo di osservazione di questi pazienti rispetto a quelli con trapianto singolo.

TRAPIANTO DI RENE PEDIATRICO
Dal Maggio 1997 è attivo il Programma Nazionale Pediatrico per il Trapianto: tutti i pazienti pediatrici (definiti come coloro che hanno meno di 18 anni di età) vengono iscritti in un'unica lista nazionale. Le modalità per l'iscrizione in lista d'attesa sono le stesse illustrate per l'iscrizione al trapianto per l'adulto. Ogni qualvolta vin sia la segnalazione di un donatore pediatrico (età inferiore a 15 anni) in Italia, l'assegnazione dei reni viene fatta dando la priorità ai pazienti, scelti su tutta la lista d'attesa nazionale, che hanno la migliore compatibilità.

FOLLOW-UP DEI PAZIENTI TRAPIANTATI DI RENE
Il trapianto di rene viene eseguito dall'equipe chirurgica della Divisione di Urologia (Prof. FP Selvaggi) presso il Centro Trapianti del Policlinico di Bari. Immediatamente dopo l'intervento il paziente viene trasferito c/o l'Unità di terapia semintensiva che ha sede c/o il Centro Trapianti e seguito nel follow-up perioperatorio da una equipe di medici specialisti formata da urologi e nefrologi. Alla dimissione al paziente vengono consegnate delle linee guida circa le abitudini di vita e l'assunzione della relativa terapia oltre alla data precisa in cui deve sottoporsi alla prima visita ambulatoriale. L'ambulatorio è allocato c/o i locali del Coordinamento Regionale Trapianti all'interno del Policlinico di Bari. L'attività ambulatoriale si svolge dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10:00 alle ore 15:00 ed è esercitata da un'equipe di medici nefrologi ed urologi. Nel primo mese post-trapianto il paziente è visitato due volte a settimana, nel secondo mese una volta a settimana, dal terzo alla fine del quinto mese una volta ogni quindici giorni, dal sesto mese una volta al mese. Alla fine del sesto mese post-trapianto il paziente ritorna c/o il Centro dialisi di provenienza dove sarà visitato a cadenza mensile da un nefrologo che è costantemente in contatto con i medici del Centro di Riferimento ai quali trasmette i dati relativi agli aggiornamenti clinico-strumentali a cui il paziente si sottopone. Il paziente deve presentarsi a visita ambulatoriale c/o il Centro di Riferimento nel primo anno post-trapianto a cadenza trimestale, nel secondo e terzo anno a cadenza semestrale , dal quarto anno in poi a cadenza annuale. I risultati di questo tipo di organizzazione sono soddisfacenti, in quanto nessun paziente è stato perso al follow-up, la compliance dei paziente è stata del 100% ed ha permesso di creare una rete di collegamento tra il Centro di Riferimento e le divisioni di nefrologia distribuite sul territorio che ha portato ad ottenere dei risultati in termini di sopravvivenza del rene trapiantato ed del paziente tra i migliori in Italia. (Figure : 6, 7, 8, 9, 10, 11)